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AKAKUS - FEZZAN
1° giorno
Italia-Tripoli-Sebha

Partenza dall’Italia con volo di linea ed arrivo a Tripoli nel pomeriggio. Corrispondenza su Sebha.

2° e 3° giorno
Akakus

Sebha, capoluogo della vasta regione del Fezzan, è una importante cittadina dominata dal vecchio forte la cui oasi sorge lungo la linea delle carovaniere che univano il Mediterraneo romano all'Africa nera. Lungo la strada che la collega all’oasi di Ghat si incontra Djerma, cittadina che sorge nel luogo dell'antichissima Garama, capitale del mitico regno dei Garamanti. Un trasferimento con macchine veloci lungo la valle del Wadi el Agial, disseminata di palmeti e villaggi, permette di raggiungere la punta più settentrionale del massiccio dell’Akakus, diviso tra Libia ed Algeria e lungo circa 200 chilometri. E’ un “tassili” esterno, un altopiano di antichi sedimenti degradante verso oriente, solcato da valli, crepe e profonde cicatrici che si perdono tra le dune dell’erg di Ouan Kassa. Emozioni a non finire, stupore e meraviglia condiscono il girovagare tra i poderosi spalti cesellati dall’erosione e i faraglioni d’arenaria affogati nella soffice sabbia, seguendo i capricci di fiumi un tempo vigorosi, perdendosi in un dedalo di picchi, archi naturali, dune ed arenarie frastagliate. Le rare “guelta”, inattesi punti d’acqua intorno ai quali la vegetazione si sviluppa rapidamente, sono le commoventi testimonianze delle rade piogge che oggi spruzzano il deserto... Ma un tempo il paesaggio era ben diverso ed ospitava uomini che trovarono proprio qui le condizioni per sviluppare una civiltà che Fabrizio Mori, massimo studioso italiano d’arte rupestre, definisce la civiltà di Uan Amil, dal nome di un riparo decorato con stupende pitture ritraenti momenti insoliti di vita di un popolo di pastori guerrieri. Vagabondare da una stazione rupestre all’altra, alla scoperta d’immagini, racconti e cronache di un mondo così lontano, inghiottiti da canyons, circondati da silenzi assoluti, sarà un’esperienza che segnerà l’anima. I campi montati in questa regione saranno il giusto coronamento a giornate di grande impatto visivo ed emotivo.

4° e 5° giorno
I graffiti di Wadi Mathendush e le dune dell’Idahn Murzuq

Superato il piccolo erg di Ouan Kassa, che con la sua lunga fila di dune dalle forme vellutate offre l’immagine più pura del deserto, ecco apparire l’altopiano del Messak Mellet, impressionante barriera montuosa che nasconde nei meandri dei suoi antichi fiumi fossili tesori artistici d’inestimabile valore. Uno di questi, Wadi Matendush, costituisce un sito eccezionale e sorprendente, una vera esposizione di capolavori sotto il cielo del Sahara. Dalle pregevoli incisioni sulle nere pareti rocciose affiora una regione verde e ricca di fiumi popolata da cacciatori e da grande fauna selvaggia: un mondo scomparso da oltre cinquemila anni. Con i veicoli si raggiunge il fiume di pietra per percorrerne a piedi il greto ed ammirare, incisi nell’arenaria delle sponde, bufali dalle grandi corna, giraffe, ippopotami, rinoceronti e coccodrilli, a volte coinvolti in scene di caccia. Le rappresentazioni sono ricche di dettagli, il segno è deciso, sapiente, il solco è largo e profondo. Dall’alto di una roccia, ben incisi e levigati, isolati, inquietanti, osservano il deserto gli enigmatici “gatti mammoni”. Di fronte, l’enorme massa dell’Idahn Murzuq, dalle dune imponenti e maestose, è davvero un colpo d’occhio notevole. Ostico, attraversato solo da pochissimi, rari specialisti, offre alla vista del viaggiatore giganteschi ammassi stellari di sabbia intercalati da piccoli bacini lacustri, un vero labirinto in una ciclopica scacchiera. I campi saranno allestiti in luoghi di particolare fascino, per godere al massimo dei panorami mirabilmente tinteggiati dalle calde luci del tramonto e dell’alba.

6° e 7° giorno
I laghi tra le dune di Awbari

Breve rientro lungo la strada asfaltata per addentrarsi tra le curve flessuose dell’erg di Awbari, vasto insieme di dune ondulate tra cui si aprono imbuti vertiginosi. Con passaggi impegnativi tra autentiche pareti di sabbia ci si lancia alla scoperta dei laghi, imprevedibili e spettacolari gemme imprigionate tra le dune. Le acque azzurre assumono riflessi rossastri a causa dell’alta salinità ed ospitano microscopici crostacei (artemia salina). Intorno crescono numerose palme da dattero ed il tutto crea un piacevole contrasto cromatico. La provenienza dell’acqua rimane ancora misteriosa e il fenomeno si manifesta solo in questa regione. I laghi sono ventuno, quindici dei quali con acqua permanente. Raggruppati in due zone quasi parallele al wadi El Agial e profondi a volte parecchi metri, sono sempre situati ai piedi di alte dune che sembrano proteggerli dai raggi del sole, ma potrebbero invece inghiottirli da un momento all’altro. Lo spettacolo è tra i più insoliti nel Sahara e il tempo a disposizione permette di girovagare con tranquillità, di lago in lago… un gran finale da non perdere! Poi giunge inesorabile il momento di riguadagnare l’aeroporto di Sebha e di volare su Tripoli. Pernottamento in hotel, cena libera.

8° giorno
Tripoli-Italia

Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo di linea per l’Italia.
Nota: su richiesta è possibile un’estensione di un paio di giorni per innamorarsi delle meraviglie dell’antichità romana, Leptis Magna e Sabratha, due gioielli sul Mediterraneo… davvero unici.